La Giornata del Ricordo
Non dimenticare la tragedia delle foibe serve.
Serve a rinnovare l'impegno a mantenere viva la memoria di una delle pagine più complesse della nostra storia, per troppi anni taciuta.
Parliamo di un ricordo che dobbiamo soprattutto ai giovani, rispetto ai quali è doveroso noi si faccia conoscere ciò che può produrre l'odio. Un odio che può ripresentarsi con prepotenza se si dimentica che
solo il principio dell'eguaglianza e della dignità della persona è l'antidoto perché non tornino più né guerre, né foibe o le torture
che sono parte della storia di tante famiglie dalmato-istriane, di tanti nostri connazionali.
Nel secolo scorso questa pagina di storia ha visto il dramma di nostri connazionali del 'confine orientale' cacciati dalle loro terre, torturati e infoibati. Un dramma su cui la storia ha il dovere di fare chiarezza ristabilendo la verità. E ricordare le vittime delle foibe oggi è un dovere morale e l'unico modo per "contribuire alla costruzione di una identità europea consapevole delle tragedie del passato".
E questo è quanto ha ben spiegato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella proprio in occasione della Giornata del Ricordo.


