Nuovi arrivi di profughi a Teolo

SPRAR a Teolo? Da subito è stata la nostra proposta

I profughi: come vengono accolti? Parliamone seriamente

Teolo, come molti altri comuni dalla nostra provincia, non ha ancora voluto o saputo, farsi carico dell'accoglienza dei profughi destinati al suo territorio. Un problema che l'Italia sta affrontando con coraggio e sacrificio, con poco sostegno dell'Europa, e che riguarda  oggi direttamente anche la nostra comunità.

L'Italia è un Paese accogliente e, ne siamo certi. Teolo pure è un paese accogliente. Il punto dunque è come accogliere, come trasformare un aiuto per chi fugge da guerre e carestie in una opportunità. Opportunità anche per il territorio e la collettività oltre che per queste persone.

Fino ad oggi purtroppo l'amministrazione ha agito come la maggior parte delle amministrazioni venete. Cioè a dire che non ha aderito alle proposte di collaborazione della prefettura. Anzi! Quando e se consultata, ha aderito alle manifestazioni di protesta contro ipotesi di decisioni o accordi già stabiliti tra privati.
Noi non crediamo che sia così che si governano processi come questo in atto, processi che implacabili poi finiscono per travolgerti.

La proposta: SPRAR a Teolo

Noi di SPAZIO COMUNE TEOLO abbiamo già  presentato la nostra proposta durante la recente campagna elettorale.
E la ribadiamo oggi.

SPRAR a Teolo

SPRAR a Teolo - da subito la proposta di SCT per l'accoglienza dei profughi, per una Teolo solidale

Chiediamo ufficialmente che l'amministrazione comunale avvii da subito un progetto SPRAR a Teolo (SPRAR = Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) ottenendo così la titolarità  del controllo e della verifica dell'attuazione del progetto di accoglienza. Non è sensato lasciare che le cooperative affidatarie trattino direttamente con i privati le locazioni per i rifugiati, scavalcando l'amministrazione che quindi ignora anche chi viene a risiedere nel suo territorio.

Ci sono vari esempi di buoni progetti e di esperienze positive sia per gli immigrati che per le comunità che li ospitano. La Toscana per esempio ha fatto un tutt'uno tra Regione Provincie e Comuni. Ma senza andar lontano, i Comuni di Rubano, Piove di Sacco e Ponte S. Nicolò, Este e Baone, Piazzola, Cadoneghe e Padova, da tempo gestiscono con successo progetti all'interno dello SPRAR.

Progetti che parlano di un popolo civile che opera per l'inclusione vera. Progetti con immigrati che prestano il loro lavoro alle comunità che li ospitano con lavori socialmente utili. Avviando un progetto SPRAR a Teolo l'amministrazione potrebbe coinvolgere queste persone per lavori come la manutenzione del verde pubblico, o in agricoltura. Pensate che grazie a una assicurazione INAIL del costo di 100€ mese si potrebbe far lavorare un migrante a tempo pieno! L'amministrazione potrebbe inoltre garantire la partecipazione a tirocini di formazione-lavoro. Sempre l'amministrazione potrebbe assicurarsi che questi ospiti imparino la nostra lingua e le nostre regole, potendo monitorare il loro modo di vivere. Tutto ciò consentirebbe un migliore monitoraggio cosicché, laddove fossero agiti comportamenti non consoni o ove decidessero di lasciare il luogo di residenza individuato dal progetto, ebbene subiscano le revoca della residenza in tutto il territorio comunale.

Insomma: se accolti nell'ambito di un progetto SPRAR i profughi costantemente seguiti da un operatore e i comuni esercitano un controllo diretto.

No al disprezzo

Inaccettabile il disprezzo manifestato da taluni individui!

La tragedia che vivono questi esseri umani, costretti a fuggire, non merita aggettivi di spregio e disumanità. In questi giorni leggiamo sulle pagine social di alcuni cittadini teolesi veri trattati in tal senso. Far crescere un sentimento di disprezzo o di paura verso i migranti, semplicemente perché di etnie e religioni diverse, o peggio per il colore della pelle, evoca i peggiori ricordi di anni bui durante i quali sono stati calpestati diritti. Noi respingiamo con forza il tentativo di strumentalizzare a fini politico-eversivi l'arrivo di rifugiati sul nostro territorio. E su questo tema dell'accoglienza chiamiamo al nostro fianco la Chiesa di Papa Francesco. E chiamiamo anche la Caritas e quanti nelle associazioni ogni giorno intervengono coi fatti e con le parole per garantire un'accoglienza civile.

Serve un'importante presa di coscienza da parte di tutti. In primo luogo deve accadere nell'amministrazione comunale, con riflessioni che aiutino a far crescere le nostre comunità. Si devono riscoprire i valori fondamentali di un popolo spesso d'esempio e in prima fila negli aiuti internazionali. E lo è stato quando la risposta dell'Europa è stata, come ha denunciato il governo, a dir poco tiepida scaricando sulle spalle dell'Italia la gestione dell'accoglienza.

Più informazione: no ai falsi allarmismi

E infine attenzione a scaricare colpe o a far crescere falsi allarmismi. Durante il governo del ministro leghista Roberto Maroni sbarcavano una media di 250.000 persone all'anno. Costoro non venivano seguite e finivano in stato di totale degrado ed emarginazione. Molti finivano così nelle maglie della criminalità.

Soluzione del Ministro? Ben due sanatorie, una per 750.000 e l'altra per 250.000 rifugiati.

In Veneto, che si sappia, la popolazione straniera è scesa dalle 514mila del 2014 alle 497mila del gennaio 2016. Non c'è alcuna emergenza, non c'è alcuna invasione, tantomeno nessuna «sostituzione etnica».
C'è la necessità, anzi, l'obbligo morale di accogliere chi ha bisogno.
E noi lotteremo perché questo sia fatto nel modo migliore e più civile.

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