Scuola bene comune - progettare spazi ad hoc e un patto educativo con la famiglia
“I bambini sono il nostro futuro e la ragione più profonda per conservare e migliorare la vita comune sul nostro pianeta. Sono espressione di un mondo complesso e inesauribile, di energie, potenzialità, sorprese e anche fragilità che vanno conosciute, osservate e accompagnate con cura, studio, responsabilità e attesa. Sono portatori di speciali e inalienabili diritti, che la scuola per prima è chiamata a rispettare”
(Indicazioni nazionali per il curricolo delle scuole 2012).
Facciamo allora qualche riflessione su queste indicazioni. Quanto appena estrapolato ci porta a riflettere sulla necessità di progettare spazi idonei. Cosa intendiamo? Parliamo di spazi che favoriscano il benessere a scuola ma non solo. Devono favorire anche l’apprendimento fatto con metodologie d’avanguardia. Da queste affermazioni emerge la necessità che la scuola sia un ambiente dove il bambino possa muoversi e spaziare, un luogo di vita, di incontro, di relazione e di apprendimento.
E’ inoltre importante, per non dire fondamentale, favorire la comprensione e la collaborazione tra scuola e famiglia. L’azione educativa deve diventare il frutto di un patto educativo. Dal momento in cui l’educatore, sia esso un insegnante o un genitore, è consapevole della propria azione educativa e si sente in armonia con le altre figure che collaborano a questo grande fine, può concedersi il piacere della bellezza del bambino. L’azione educativa assume allora la sua forma ideale. A questo punto l'azione educativa raggiunge il massimo dei risultati possibili perché viene vissuta come nutrimento di relazione e si basa sul piacere di stare insieme. Tutte le parti coinvolte, dal bambino all'educatore, ne traggono il massimo giovamento.
A Teolo vorremmo questa scuola! Questo è quanto intendiamo per "scuola bene comune"



